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Guido Giuliani

Vivere la cecità per provare empatia: il laboratorio di AccessiWay

Lavorare in AccessiWay non è un semplice lavoro: richiede sposarne gli ideali e capire la mission

Chi non ha una disabilità non può immaginare cosa significhi vivere in un mondo scarsamente accessibile. Un mondo in cui anche attività semplici, come spostarsi per andare a lavoro, diventano imprese ardue e pericolose. Ecco perché, per capire davvero cosa significhi avere una disabilità, bisogna provarla sulla propria pelle. Per questo AccessiWay organizza, due volte al mese, dei laboratori, per spiegare la vision aziendale e insegnare l’empatia. Vediamo quindi il laboratorio del 30 gennaio 2023.

La prova di empatia del 30 gennaio

Una prova di empatia si è svolta il 30 gennaio da AccessiWay. L’attività è durata un’ora, e per il grande numero di partecipanti si è dovuta tenere due volte, dividendo le persone in due gruppi. La preparazione era semplice e richiedeva due soli requisiti: essere puntuali e indossare un paio di scarpe comode. Questi erano gli unici dettagli forniti da Dajana, Chief Visionary Officer, e Alessia, Diversity & Inclusion Specialist, per la giornata. 

Al momento dell’incontro, è stata svelata l’attività: divisi in coppie, i e le partecipanti dovevano recarsi dall’ufficio di AccessiWay, in via Pietro Micca a Torino, alla stazione di Porta Susa, distante poco più di un chilometro. In ogni coppia, una persona è stata fornita di una mascherina per gli occhi, per simulare la cecità, mentre l’altra fungeva da guida, sulla base delle indicazioni di Dajana.

due partecipanti salgono sul bus

Le difficoltà di una persona cieca

La prima grande difficoltà incontrata è stato l’attraversamento. Un’attività banale come attraversare la strada non può prescindere dalla vista, in mancanza di strumenti accessibili. Con i marciapiedi a filo con il terreno, infatti, è difficile comprendere quando termina il marciapiede e inizia l’attraversamento. Inoltre, Torino è pressoché priva di semafori sonori, che consentano di capire quando la luce è verde e si può attraversare. In questo, è stata essenziale la guida.

L’attraversamento di corso Siccardi è teoricamente provvisto di segnalazione acustica. Per attivare la segnalazione, bisogna premere il bottone posto sulla scatoletta attaccata al palo del semaforo. Tuttavia, a sorpresa, non funzionava, forse perché rotto: la guida è stata nuovamente fondamentale. Le persone con disabilità vivono quotidianamente questi problemi, tanto che nella maggior parte dei casi devono frequentare dei corsi per essere autonome in queste situazioni, e non dover sempre contare su una guida

Prendere i mezzi pubblici senza la vista

Dopodiché, è stata simulata l’esperienza dei mezzi pubblici, per proseguire il viaggio. In questa situazione, i principali ostacoli sono stati: la mancanza di un’indicazione sulla distanza dal pullman alla banchina, col rischio di cadere nel buco; l’assenza dell’altoparlante sul pullman, che indicasse le fermate. Si comprende ancora come tale viaggio sarebbe stato impossibile senza la guida.

Giunti alla stazione della metropolitana di Porta Susa, Dajana ha invitato il gruppo a prendere questo altro mezzo di trasporto. La metro di Torino ha le porte che si aprono in automatico: questo facilita indubbiamente le persone con disabilità visiva. Inoltre è ben provvista di indicazioni tattili che consentono di individuare il lato corretto da cui prendere la metro, in modo da andare nella direzione che si desidera. In compenso, grande difficoltà ha comportato il passaggio dei tornelli, tra passaggi disattivati e problemi nel posizionare il titolo di viaggio sullo scanner.

Indicazioni tattili sulla metro di Torino

I commenti al laboratorio

I partecipanti e le partecipanti hanno descritto l’esperienza come molto faticosa. Chi è da sempre abituato a vedere incontra infatti grande difficoltà nel momento in cui viene privato/a di tale senso. Inoltre, l’assenza quasi completa di strumenti di accessibilità anche banali, come i semafori acustici, rende la vita delle persone cieche e ipovedenti estremamente complessa.

Tutte e tutti hanno affermato l’essenzialità della presenza della guida. Sapere che di fianco ci fosse una persona capace di vedere ha dato sicurezza e consapevolezza di non incorrere in rischi come essere investiti.

Insomma, chi non ha mai sperimentato l’assenza della vista si è reso conto della necessità di rendere la società e le città accessibili, così che tutti possano viverle appieno e senza pericoli.

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