Dichiarazione di accessibilità AGID: cos’è e come funziona
Cos'è la dichiarazione di accessibilità AgID, chi deve compilarla oggi tra pubblico e privato, e le scadenze aggiornate dopo l'entrata in vigore dell'EAA.

Ultimo aggiornamento: 09/09/2026
Chiunque gestisca il sito web di una pubblica amministrazione avrà incontrato l’ostacolo della dichiarazione di accessibilità AgID (Agenzia per l’Italia Digitale). Chiunque gestisca il sito web di una pubblica amministrazione avrà incontrato l'obbligo della dichiarazione di accessibilità AgID (Agenzia per l'Italia Digitale). Fino a poco tempo fa riguardava quasi solo il pubblico. Oggi lo scenario è cambiato: con l'entrata in vigore dell'European Accessibility Act, l'obbligo si è esteso a una parte consistente delle aziende private. Ecco perché è importante partire dalla domanda, anzi, dalle domande, più semplici riguardo alla dichiarazione di accessibilità AgID: cos’è? E come funziona?
Cos’è la dichiarazione di accessibilità AgID
La dichiarazione di accessibilità AgID è un documento che attesta il livello di conformità di un sito o di un'applicazione ai requisiti di accessibilità digitale.
In sostanza, va indicato in quale misura le persone con disabilità possono usufruire dei servizi informatici offerti da chi pubblica il sito o l'app.
Nata come obbligo per le pubbliche amministrazioni, oggi riguarda anche una parte del settore privato, con perimetri e scadenze diverse a seconda della normativa di riferimento
Dichiarazione di accessibilità per il settore privato: cosa cambia dopo l'EAA
Fino al 2020, la Legge Stanca (Legge 4/2004) riguardava esclusivamente la pubblica amministrazione. Con il Decreto Legge 76/2020, l'obbligo si è esteso per la prima volta a un gruppo ristretto di soggetti privati: le aziende con un fatturato medio superiore a 500 milioni di euro negli ultimi tre esercizi.
Il cambio di scala vero arriva con il Decreto Legislativo 82/2022, che recepisce l'European Accessibility Act (Direttiva UE 2019/882). Qui il criterio non è più il fatturato, ma il settore in cui opera l'azienda.
Restano escluse le microimprese, ovvero le aziende con meno di dieci dipendenti e un fatturato o un totale di bilancio annuo inferiore a due milioni di euro.
Le due normative continuano a convivere e, in alcuni casi, gli stessi soggetti si trovano a rispondere a entrambi i regimi.
Come si compila la dichiarazione di accessibilità AgID
Per provvedere alla dichiarazione bisogna andare sulla piattaforma AgID che consente di caricare la dichiarazione di accessibilità. Questo form segue le disposizioni fornite dall’Unione Europea con la direttiva 2102 del 2016.
Si può dire che la dichiarazione, così come impostata sul sito dell’AgID, prevede due parti. La prima vede i seguenti elementi:
Stato di conformità del sito o dell’applicazione alle WCAG;
Dichiarazione di contenuti, sezioni e funzioni non accessibili, in caso di non conformità parziale o totale;
Indicazione del meccanismo di feedback e recapiti dell'amministrazione cui indicare le osservazioni;
Procedura di attuazione dei diritti digitali dei cittadini (Difensore Civico Digitale).
La seconda parte è invece così composta:
informazioni sull’applicazione o sul sito: vanno indicati i contenuti, le funzionalità e via dicendo;
informazioni sull’amministrazione titolare della piattaforma digitale.
Chi deve compilare la dichiarazione di accessibilità AgID
Per gli enti pubblici
Con la Circolare n. 3 del 1 ottobre 2018, il Ministero per la Pubblica Amministrazione ha invitato tutte le amministrazioni pubbliche a individuare al loro interno un Responsabile per la Transizione Digitale. A questa nomina sono seguiti dei periodi di formazione, uno per anno, che si possono trovare a questo link.
Questa figura, abbreviata come RTD, “ha tra le principali funzioni quella di garantire operativamente la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione, coordinandola nello sviluppo dei servizi pubblici digitali e nell’adozione di modelli di relazione trasparenti e aperti con i cittadini”. Al RTD “competono le attività e i processi organizzativi ad essa collegati e necessari alla realizzazione di un’amministrazione digitale e all’erogazione di servizi fruibili, utili e di qualità”.
Il Responsabile per la Transizione Digitale, nel caso specifico, è tenuto a presentare la dichiarazione di accessibilità AgID. Questi deve essere ufficialmente registrato per il ruolo all’interno dell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA). Solo in questo modo può accedere al sito dedicato per inserire le dichiarazioni di accessibilità.
Per i soggetti privati
I soggetti privati non hanno un RTD registrato nell'IPA, quindi la figura di riferimento è diversa.
La responsabilità di pubblicare la dichiarazione ricade sul legale rappresentante dell'azienda o su una figura interna incaricata della conformità, che si occupa di garantire che il testo sia coerente con il modello richiesto da AgID e visibile nel footer del sito, secondo lo stesso formato previsto per la PA.
Qual è il termine per presentare la dichiarazione
Come anticipato sopra, il termine per presentare la dichiarazione di accessibilità AgID è il 23 settembre di ogni anno, data ricorrente entro cui pubbliche amministrazioni e soggetti privati devono aggiornare la propria dichiarazione, indicando i progressi compiuti sull'usabilità delle piattaforme da parte delle persone con disabilità.
In che parte del sito è indicata la dichiarazione di accessibilità
Una volta compiuta la fase di compilazione della dichiarazione sul form sopra indicato, il Responsabile per la Transizione Digitale riceverà un link da parte dell’AgID. Questo link andrà esposto nel footer del sito web e nella sezione delle informazioni generali dell’applicazione, sotto la dicitura “dichiarazione di accessibilità”. Solo al compimento di questo step la dichiarazione sarà considerata ricevuta da parte dell’AgID.
Le modalità e i requisiti legati alla dichiarazione di accessibilità si inseriscono in un quadro normativo in continua evoluzione: scopri le nuove Linee Guida AgID sull'accessibilità digitale e cosa cambia per gli enti che rientrano nell'obbligo.
Come rendere il proprio sito web accessibile facilmente
Che tu gestisca il sito di un ente pubblico o quello di un'azienda privata rientrata di recente nel perimetro dell'EAA, il primo passo utile è capire da dove partire. Il modo più diretto è verificare lo stato attuale del sito rispetto alle WCAG 2.1: questo dà un quadro concreto di cosa funziona già e cosa no, prima ancora di pensare alla dichiarazione da pubblicare.
Da lì, il percorso più lineare passa attraverso pochi step:
Un audit di accessibilità individua i punti critici del sito o dell'app e guida la rimediazione tecnica.
La Piattaforma Accessiway tiene sotto controllo la conformità nel tempo.
Il modulo Dichiarazione di Accessibilità supporta nella stesura del testo secondo il modello richiesto da AgID.
Per chi vuole andare oltre la sola conformità tecnica, uno User Testing con persone con disabilità reali verifica se il sito funziona davvero nell'uso quotidiano, non solo sulla carta. E se il team interno deve imparare a mantenere gli standard nel tempo, l'Accessiway Academy offre percorsi di formazione dedicati a chi lavora ogni giorno sul sito o sull'app.
Se non sai da quale di questi passaggi partire per la tua situazione specifica, possiamo aiutarti a capirlo. Scoprilo con Accessiway.

Paolo Berro
Le regole ci sono, gli strumenti anche.
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Cecilia Pirchio
AgID ha pubblicato il nuovo regolamento che disciplina le attività di vigilanza e il potere sanzionatorio in materia di accessibilità digitale. Ecco cosa prevede e chi è coinvolto.
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