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WCAG 2.0: le novità sulle guidelines per l’accessibilità dei siti web

Le WCAG sono diventate un elemento essenziale nel garantire la continua evoluzione dell’accessibilità web. Emanate dal W3C, le guidelines forniscono indicazioni pratiche agli sviluppatori dei siti web e delle applicazioni. In questo modo, internet potrebbe diventare un posto più inclusivo e accessibile per tutti. Vediamo quindi insieme cosa sono le WCAG 2.0, le novità che hanno apportato e dove si applicano.

Cos’è l’accessibilità web

"Accessibilità web” è un’espressione che fa riferimento alla possibilità che anche gli utenti con disabilità usufruiscano dei servizi tecnologici offerti da un determinato sito web. Per far sì che questo accada, lo sviluppo del sistema informatico in questione (app o sito web) deve avvenire tenendo conto delle specifiche esigenze di ogni utente. Va infatti ricordato che l’accessibilità assume un significato diverso per ogni utente con disabilità.

Cosa sono le WCAG

WCAG è un acronimo: il significato esteso è Web Content Accessibility Guidelines, ossia, in italiano, “Linee guida per l'accessibilità dei contenuti Web”.

Stando all’estratto introduttivo delle ultime WCAG, la versione 2.1, l’obiettivo di queste indicazioni è rendere “accessibili i contenuti ad un più ampio numero di persone con disabilità, tra le quali cecità e ipovisione, sordità e perdita dell'udito, limitazioni motorie, disabilità del linguaggio, fotosensibilità nonché combinazioni di queste”. La diffusione delle WCAG “migliorerà in parte l'accessibilità anche per chi ha disturbi dell'apprendimento e/o limitazioni cognitive”. In breve, “seguirle aiuterà a rendere i contenuti Web più usabili dagli utenti in generale”.

Se volete scoprire i più sulle WCAG in generale, leggete questo articolo. Per verificare invece la conformità del vostro sito alle WCAG, dovreste utilizzare un validatore di accessibilità, che potete trovare a questo link.

Storia delle WCAG 2.0

Le WCAG 2.0 sono state diffuse l’11 dicembre 2008, ben 9 anni dopo le WCAG 1.0. Pochi mesi prima, nel febbraio 2008, il WCAG Samurai, un gruppo di sviluppatori indipendente dal W3C, guidato dal politico canadese Joe Clark, aveva pubblicato correzioni ed estensioni al WCAG 1.0.

La lunghezza del lasso di tempo trascorso fra una versione e l’altra è dovuto anche al processo di consultazione. La formulazione di queste guidelines è stata infatti caratterizzata da grande partecipazione di esperti di accessibilità e da membri della comunità disabile.

Nell’introduzione alla versione 2.0 sono riportate le seguenti parole:

“Le WCAG 2.0 sono state sviluppate seguendo il processo W3C in cooperazione con persone e organizzazioni di tutto il mondo, con l'obiettivo di fornire uno standard condiviso per l'accessibilità dei contenuti Web che soddisfi a livello internazionale le necessità di individui, organizzazioni e governi”.

La struttura delle WCAG 2.0

Sempre all’inizio del testo, è indicata la struttura delle WCAG 2.0. In generale, la si può riassumere in quattro elementi:

  1. Principi: sono i fondamenti concettuali dell’accessibilità web. Un sito accessibile deve avere infatti i seguenti requisiti: percepibile, utilizzabile, comprensibile e robusto. Per approfondire, si può consultare il documento “Understanding the Four Principles of Accessibility”.
  2. Linee guida: discendono dai quattro principi e forniscono gli obiettivi di base su cui gli sviluppatori dovrebbero lavorare per rendere il contenuto più accessibile agli utenti con diverse disabilità. Come riporta il testo del W3C, “le linee guida non sono verificabili, ma forniscono agli autori il quadro di riferimento e gli obiettivi generali per comprendere i criteri di successo e applicare al meglio le tecniche”.
  3. Criteri di successo: sono degli indicatori che servono agli sviluppatori per comprendere la reale utilità delle modifiche e degli accorgimenti che stanno attuando. Per approfondire, è disponibile il documento “Understanding Levels of Conformance”.
  4. Tecniche sufficienti e consigliate: le prime sono indicazioni pratiche per raggiungere i criteri di successo, mentre “le tecniche consigliate vanno oltre ciò che viene richiesto da ciascun singolo criterio di successo e consentono agli autori di rispettare le linee guida ad un livello più elevato”. Per saperne di più, è disponibile il documento ”Sufficient and Advisory Techniques in Understanding WCAG 2.0”.

Novità apportate dalle WCAG 2.0

In questa versione sono stati mantenuti i tre livelli di aderenza delle WCAG 1.0, ossia:

  • Priority 1: gli sviluppatori Web devono sviluppare questi requisiti, altrimenti è impossibile per uno o più gruppi di utenti accedere al contenuto Web. L'aderenza a questo livello è indicata con la lettera A.
  • Priority 2: gli sviluppatori Web dovrebbero soddisfare questi requisiti, altrimenti alcuni gruppi di utenti troveranno difficile accedere al contenuto. L'aderenza a questo livello è indicata con l’espressione AA o Double-A.
  • Priority 3: gli sviluppatori Web possono soddisfare questi requisiti, per rendere più facile ad alcuni gruppi l'accesso al contenuto. L'aderenza a questo livello è indicata con l’espressione AAA o Triple-A.

Al mantenimento di questa struttura, si affiancano però moltissime tecniche, applicabili a tutte le tecnologie di programmazione. Il tutto, secondo la nuova struttura a cascata che abbiamo illustrato nel paragrafo precedente.

Questi accorgimenti sono spiegati in modo esaustivo, illustrando esempi pratici, benefici che le persone con disabilità possono trarre, procedure di test e via dicendo. Il dettaglio delle disposizioni informatiche è disponibile a questo link.

Dove sono adottate le WCAG 2.0

Nell’ottobre del 2012, le WCAG 2.0 sono state accettate dall’International Organization for Standardization, sotto la qualifica di uno standard internazionale ISO (ISO/IEC 40500:2012).

All’inizio del 2014, poi, i livelli di conformità A e AA sono stati inclusi - sotto forma di rinvio esplicito - nella clausola 9.2 (“Requisiti del contenuto web”) dello standard europeo EN 301 549 pubblicato da ETSI. Lo standard EN 301 549 è stato pubblicato in virtù del mandato corrisposto dalla Commissione Europea ai tre principali organi di standardizzazione europea (CEN, CENELEC ed ETSI). Si tratta del primo standard europeo per prodotti e servizi informatici.

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