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Accessibilità: cos’è e cosa significa realmente

Bisogna costruire un mondo accessibile. Vediamo cos’è l’accessibilità e cosa significa realmente.

Immagine con vari oggetti tecnologici per spiegare cos'è l'accessibilità

Nel mondo, una persona su cinque ha una disabilità. Per il 20% della popolazione, un sito non progettato pensando alle diverse esigenze delle persone diventa una porta chiusa: a un servizio, a un'informazione, a un diritto. Quando si parla di accessibilità — digitale, web o "e-accessibility" — si parla esattamente di questo: aprire quelle porte.

In questo articolo vediamo cosa significa davvero la parola accessibilità, come si declina nel mondo digitale e cosa cambia oggi per chi gestisce un sito web

Cosa significa “accessibilità”?

Il significato della parola "accessibilità" cambia a seconda del contesto. Pensiamo a un luogo accessibile: è uno spazio in cui ci si può muovere senza ostacoli. Una rampa accanto a una scala, un ascensore con i pulsanti in Braille, un autobus con la pedana, un semaforo con il segnale acustico: sono tutte forme di accessibilità.

Nel digitale il principio non cambia, cambiano i materiali. Un sito o un'applicazione si dice accessibile quando può essere usato da tutte le persone, comprese quelle con disabilità visive, uditive, motorie o cognitive. Non è una caratteristica "in più" che si aggiunge alla fine, ma un modo di progettare che parte dalle persone reali.

Una definizione precisa la troviamo nelle Linee guida di design per i servizi web della Pubblica Amministrazione:

"Per accessibilità si intende la capacità dei sistemi informatici di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari."

Accessibilità digitale, accessibilità web ed e-accessibility

Quando si lavora nel digitale, tre termini ricorrono spesso: accessibilità digitale, accessibilità web ed e-accessibility. Sono concetti vicini ma non identici.

Accessibilità digitale è il termine più ampio. Comprende tutto ciò che riguarda l'accesso a strumenti, contenuti e servizi digitali: siti web, applicazioni mobile, software, documenti elettronici (PDF, presentazioni, e-book), piattaforme e-learning, dispositivi smart.

Accessibilità web è la parte di accessibilità digitale che riguarda specificamente i siti e i servizi online: portali, e-commerce, intranet, servizi della Pubblica Amministrazione, blog, piattaforme SaaS. Un sito accessibile può essere navigato da tastiera, è leggibile con uno screen reader, ha alternative testuali alle immagini, presenta un buon contrasto e una struttura logica chiara.

E-accessibility è la versione internazionale del concetto di accessibilità digitale. La "e" sta per "electronic", esattamente come in e-commerce o e-learning, e si riferisce a tutto ciò che è elettronico. Si tratta di una parola composta inglese — talvolta scritta anche come electronic accessibility o eaccessibility — usata soprattutto in contesti normativi europei, accademici e tecnici (la troviamo, ad esempio, nei documenti della Commissione Europea e del W3C). Nella pratica, e-accessibility e accessibilità digitale sono sinonimi: scegliere un termine o l'altro dipende soprattutto dal contesto e dal pubblico.

Quali sono i quattro principi che rendono un sito web accessibile?

Un sito accessibile rispetta quattro principi, definiti dalle Web Content Accessibility Guidelines (WCAG). Deve essere:

  • percepibile:  i contenuti devono poter essere percepiti dai sensi, con alternative per chi ha limiti visivi o uditivi (testi alternativi alle immagini, sottotitoli ai video, contrasti adeguati)

  • utilizzabile:: tutte le funzioni devono poter essere usate, anche senza il mouse — la navigazione da tastiera è fondamentale per molte persone con disabilità motorie;

  • comprensibile: un sito web deve usare termini chiari, avere istruzioni semplici e spiegare o guidare nella comprensione di attività complesse. Per rendere un sito comprensibile è anche necessario evitare funzioni insolite, impreviste o incoerenti;

  • robusto:  il codice deve essere pulito e compatibile con le tecnologie assistive che molte persone con disabilità usano per navigare (screen reader, ingranditori, comandi vocali, tastiere alternative).

Approfondiamo i criteri di ciascun principio nella guida dedicatahttps://www.accessiway.com/it/book-a-demo ai principi dell'accessibilità web.

Legge Stanca, European Accessibility Act e gli obblighi attuali

In Italia il riferimento normativo principale è la Legge Stanca, nata nei primi anni 2000 per garantire l'accessibilità dei servizi digitali della Pubblica Amministrazione e successivamente estesa anche a soggetti privati che forniscono servizi al pubblico. La legge richiama esplicitamente i principi delle WCAG come riferimento tecnico.

A livello europeo, dal 28 giugno 2025 è in vigore l'European Accessibility Act (EAA), la direttiva che ha esteso gli obblighi di accessibilità a molti prodotti e servizi privati: e-commerce, banche online, servizi di trasporto digitali, piattaforme di lettura digitale, comunicazioni elettroniche, biglietterie automatiche, sportelli bancomat. Le aziende che operano in questi settori devono garantire la conformità ai requisiti tecnici previsti dalle WCAG 2.1 livello AA e dalla norma armonizzata EN 301 549.

Per chi gestisce un sito web in Europa oggi, l'accessibilità non è più una buona pratica facoltativa: è un requisito di legge.

Da dove iniziare

L'accessibilità si costruisce passo dopo passo, e ogni passo migliora l'esperienza di tutti. Il primo è capire dove si trova oggi il tuo sito: un audit di accessibilità restituisce una fotografia chiara delle barriere presenti e una roadmap concreta per superarle.

Noi di Accessiway lavoriamo ogni giorno con aziende, enti pubblici e professionisti che vogliono rendere il proprio sito davvero aperto a tutte e tutti. 

Se vuoi fare il primo passo, parliamone.

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