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Guido Giuliani

“Disabili” o “persone con disabilità”: quale espressione è migliore?

Vediamo quale espressione è migliore tra "disabili" e "persone con disabilità" e perché

La disabilità è una condizione che riguarda una persona su cinque in tutto il mondo. Avete capito bene: il 20%. Il dato è poi destinato a crescere se si considera la progressiva senescenza della popolazione europea. Persone più anziane significa persone con più problemi fisici e quindi più persone da aiutare creando una società accessibile. Una società accessibile deve per forza essere anche inclusiva, utilizzando un linguaggio appropriato: vediamo quindi quale espressione è migliore fra “disabili” e “persone con disabilità”.

La definizione di disabilità secondo l’OMS

L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1980 faceva distinzioni fra:

  1. Disability, ossia disabilità, che è “qualsiasi limitazione o perdita (conseguente a menomazione) della capacità di compiere un’attività nel modo o nell’ampiezza considerati normali per un essere umano”;
  2. Impairment, ossia menomazione, che consiste nella “perdita o anormalità a carico di una struttura o di una funzione psicologica, fisiologica o anatomica”;
  3. Handicap, cioè una “condizione di svantaggio, conseguente a una menomazione o a una disabilità, che in un certo soggetto limita o impedisce l’adempimento del ruolo normale per tale soggetto in relazione all’età, al sesso e ai fattori socioculturali”.
Varie mani reggono la scritta "accessible"

Nel 1999 il linguaggio cambia. Si elimina l’espressione “handicap” dai documenti ufficiali e si passa, nel 2001, a una classificazione in cinque categorie, che compongono la classificazione ICF:

  • Funzioni corporee: funzioni fisiologiche dei sistemi corporei, compreso quelle psicologiche;
  • Strutture corporee: parti anatomiche del corpo;
  • Attività: compiere azioni o svolgere compiti;
  • Partecipazione: coinvolgimento in attività quotidiane;
  • Fattori ambientali: contesto fisico e sociale, atteggiamenti e cultura che possono incidere sulla vita dell'individuo, la sua inclusione e partecipazione, le sue possibilità.

Questi fattori vanno considerati in combinazione fra loro. L’obiettivo è valutare la possibilità di un individuo di vivere la sua quotidianità, misurando le difficoltà che incontra nella vita di tutti i giorni.

Secondo la Commissione Europea, la disabilità è:

“L'insieme di condizioni potenzialmente restrittive derivanti da un fallimento della società nel soddisfare i bisogni delle persone e nel consentire loro di mettere a frutto le proprie capacità”.

“Disabili” o “persone con disabilità”

Come avevamo già spiegato in questo articolo in cui parlavamo dell’opportunità di usare “disabile” o “diversamente abile”, è giusto ricordare che la cosa migliore è usare il nome della persona cui ci si riferisce. Dato che ne possiederà uno, il modo più rispettoso di fare riferimento a una persona è il suo nominativo.

Nel caso in cui non lo sapeste, anziché sottolineare la disabilità e usarla come tratto distintivo, è opportuno fare riferimento ad altre caratteristiche della persona, come il suo aspetto fisico, la sua statura o il suo stile, per fare degli esempi. La disabilità non deve infatti essere usata come distinguo fra una persona e un’altra, in una società che sia davvero inclusiva.

Infine, nel caso in cui fosse necessario fare riferimento alla disabilità della persona in questione, il termine più appropriato è “persona con disabilità”.

Perché è meglio usare “persona con disabilità”

L’espressione “persona con disabilità”, da usare quando è strettamente necessario fare riferimento alla condizione della persona, è migliore perché sottintende la necessità di una società inclusiva. Con lo sviluppo della tecnologia, infatti, ci è possibile consentire anche alle persone con degli svantaggi fisici o psichici di vivere una vita al 100% delle possibilità, con le stesse opportunità di tutti.

Una società come quella appena descritta, pienamente accessibile, renderebbe quindi la disabilità una pura condizione momentanea, completamente superabile con l’utilizzo dei giusti supporti. Se invece si utilizza “disabile”, si identifica la persona con disabilità con la sua condizione, senza sottolineare il dovere sociale di rimuovere tali ostacoli.

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