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Redazione

Le Linee Guida AgID sull'accessibilità digitale sono operative: cosa cambia per le PMI

L'accessibilità digitale nella fase operativa: verifiche, reclami e sanzioni sono ora possibili.

Il 4 marzo 2026 AgID ha pubblicato le Linee Guida sull'accessibilità dei servizi digitali. Non si tratta di nuovi obblighi: l'European Accessibility Act è in vigore in Italia dal 28 giugno 2025. Quello che mancava era il quadro pratico - le regole operative, i criteri di valutazione, gli strumenti concreti. Ora ci sono.

A chi si applica

Gli obblighi riguardano chi eroga servizi digitali ai consumatori in questi settori: e-commerce, servizi bancari, trasporti, comunicazione elettronica, media audiovisivi ed e-book.

Un chiarimento utile: se lo stesso servizio è rivolto sia a professionisti che a privati - come un e-commerce B2B/B2C - l'intero servizio deve essere conforme, non solo la parte consumer.

Sono esentate le microimprese con meno di 10 dipendenti e fatturato inferiore a 2 milioni di euro.

Cosa chiariscono le Linee Guida

L'onere sproporzionato richiede documentazione

Il Decreto prevede la possibilità di invocare l'"onere sproporzionato" quando i costi di adeguamento sono oggettivamente molto elevati rispetto alle dimensioni dell'azienda. Le Linee Guida precisano però che non basta dichiararlo: serve una valutazione documentata, che includa il rapporto tra costi e fatturato netto, i benefici stimati per le persone con disabilità, e un'analisi delle spese una tantum e correnti. La documentazione va conservata per almeno cinque anni, comunicata ad AgID e aggiornata almeno una volta l'anno o ogni volta che il servizio viene modificato.

Da tenere presente: chi ha ricevuto finanziamenti pubblici o privati per migliorare l'accessibilità - fondi PNRR inclusi - non può avvalersi di questa esenzione.

Le schede di controllo come strumento pratico

Le Linee Guida includono schede di controllo strutturate per siti web, documenti e app mobile, basate sullo standard EN 301 549 e sulle WCAG 2.1. Non sono formalmente obbligatorie, ma sono lo strumento che AgID utilizzerà nelle verifiche e che le aziende possono usare per dimostrare la propria conformità.

Vale la pena notare che le Linee Guida fanno riferimento alle WCAG 2.1 e non alle 2.2, già disponibili in italiano dal 2023. La scelta dipende dal fatto che la norma europea armonizzata non è ancora aggiornata: AgID si è attenuta al riferimento formalmente vigente. Non è un problema pratico immediato, ma è utile saperlo.

Avere le schede compilate, aggiornate e firmate digitalmente con marcatura temporale è la forma più concreta di tutela documentale per un'azienda.

Come funziona la vigilanza

L'11 marzo AgID ha rilasciato la piattaforma per le segnalazioni (segnalazioni.agid.gov.it). Per ora gestisce le segnalazioni in entrata, ma è pensata per diventare anche lo strumento con cui le aziende comunicheranno le proprie non conformità e le azioni correttive intraprese.

La piattaforma è pensata per crescere nel tempo: diventerà progressivamente il canale principale attraverso cui le aziende potranno comunicare direttamente con AgID - sia per segnalare eventuali non conformità, sia per documentare le misure adottate per risolverle.

Qualsiasi consumatore può segnalare un problema indicando il servizio, il sito o l'app e il disagio riscontrato. Prima di qualsiasi procedimento, AgID avvia un confronto diretto con l'azienda, che ha la possibilità di rispondere e intervenire.

In caso di inadempienza persistente, le sanzioni per le PMI vanno da 2.500 a 40.000 euro per singola violazione. Le sanzioni fino al 5% del fatturato si applicano solo alle grandi aziende con fatturato medio triennale superiore a 500 milioni di euro.

Da dove iniziare

Con le Linee Guida, AgID ha ora gli strumenti per operare concretamente. Per le PMI che operano nei settori interessati, il passo più utile in questo momento è una valutazione dello stato di conformità dei propri servizi digitali - per capire dove si è, cosa manca e come procedere con ordine.

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