Redazione
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23 aprile 2026
Libri accessibili: il diritto allo studio comincia dalla pagina
In occasione della Giornata mondiale del libro, analizziamo perché un e-book non è automaticamente un libro accessibile e cosa serve per rendere i testi di studio davvero fruibili da tutti.

Stessa aula. Stesso esame. Stesso libro. Uno studente apre il manuale e comincia a leggere. L'altro cerca una versione accessibile dello stesso libro.
Oggi, 23 aprile, è la Giornata mondiale del libro, una ricorrenza nata per celebrare la lettura come spazio di piacere e scoperta. Per chi studia, però, il libro è anche qualcos'altro: è il canale principale attraverso cui si accede all'istruzione. Quando quel canale si interrompe, non è solo una pagina che resta bianca. È un diritto che si ferma.
Vogliamo parlare di cosa succede quando i libri di testo non sono accessibili, di cosa dice la legge, e soprattutto di come possiamo cambiare le cose come editori, istituzioni, aziende e persone che progettano contenuti.
Cosa porti a casa leggendo:
Perché l'accessibilità dei libri è un diritto costituzionale
Cinque motivi per cui un e-book non è automaticamente accessibile
Quattro pratiche concrete per rendere i libri davvero fruibili da tutti
In che modo tecnologia e processi editoriali possono lavorare insieme
I numeri dietro la lettura accessibile
Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, oltre 2,2 miliardi di persone nel mondo convivono con una forma di disabilità visiva, lieve o grave. In Italia, l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti ha stimato circa 362.000 persone con cecità e oltre un milione di persone ipovedenti (dato del 2008, ad oggi in crescita).
E i libri? La World Blind Union ha parlato per anni di "book famine" per descrivere il fenomeno: storicamente, meno del 10% delle opere pubblicate a livello globale era disponibile in un formato accessibile.
Il Trattato di Marrakesh è nato proprio per rompere questo squilibrio, ma la transizione all'editoria accessibile nativa è ancora in corso.
5 motivi per cui un e-book non è automaticamente un libro accessibile
C'è un equivoco diffuso: che il digitale, di per sé, abbia già risolto il problema dell'accessibilità dei libri. Se è in formato elettronico, ragionano in molti, allora è per definizione più fruibile di un libro cartaceo. Nella realtà quotidiana di chi legge con uno screen reader, con un ingranditore o con un software di sintesi vocale, le cose stanno diversamente.
Un e-book può essere perfettamente inaccessibile. Alcune scelte apparentemente innocue e talvolta utili — una protezione anti-copia, un PDF esportato in fretta, un'immagine lasciata senza descrizione — trasformano un file digitale in un muro. Ecco dove, di solito, si spezza la catena.
PDF scansionati: immagini, non testo
Il caso più frequente e più insidioso è il manuale universitario o scolastico distribuito come PDF ottenuto scansionando un libro di carta. A vista d'occhio sembra un documento digitale. In realtà ogni pagina è un'immagine, e uno screen reader davanti a un'immagine non ha nulla da leggere.
La soluzione esiste ed è il riconoscimento ottico dei caratteri (OCR), ma va applicata con cura. Un OCR di scarsa qualità restituisce parole storpiate, formule illeggibili e note che si confondono con il corpo del testo. Il risultato è un file che in apparenza funziona, ma che all'atto della lettura si rivela inservibile.
DRM restrittivi: una protezione che blocca gli strumenti assistivi
I Digital Rights Management nascono per proteggere il copyright, ma nella pratica possono bloccare anche chi legge in modo del tutto legittimo, solo con strumenti non tradizionali. Alcuni sistemi DRM impediscono agli screen reader di leggere il testo, ad altri software assistivi di interagire con il file, o limitano il numero di conversioni possibili.
Il risultato è quasi paradossale: il libro è stato acquistato regolarmente, ma non può essere usato. La protezione pensata per tutelare l'opera finisce per escludere proprio chi desidera accedervi.
Struttura semantica e segnalibri assenti: un libro senza mappa
Un libro ben progettato ha una struttura — titoli, capitoli, sottosezioni, note, didascalie — e in un e-book accessibile questa struttura deve essere resa esplicita attraverso tag semantici. Senza tag, tutto diventa un unico blocco di testo indistinto: un software assistivo non riesce più a distinguere un titolo da un paragrafo, una nota da una citazione.
A questo si aggiunge un elemento spesso trascurato: i segnalibri e gli indici navigabili. Su un PDF ben progettato i segnalibri permettono di saltare direttamente a un punto specifico del documento. Lo stesso vale per un EPUB con un indice strutturato.
Quando mancano, chi legge con tecnologie assistive è costretto a scorrere riga per riga per ritrovare un contenuto. Per uno studente che sta preparando un esame, questo si traduce in ore di lavoro in più.
Immagini senza testo alternativo: contenuti che restano invisibili
Grafici, formule, mappe, diagrammi e fotografie sono spesso il cuore di un libro di studio. In un e-book accessibile, ogni immagine dovrebbe essere accompagnata da un testo alternativo che ne descriva il contenuto in modo chiaro e pertinente al discorso.
Quando il testo alternativo manca, intere parti del libro diventano invisibili per chi legge con uno screen reader. E raramente si tratta di dettagli decorativi: sono proprio gli schemi, le formule e le mappe a veicolare il significato, soprattutto nei testi scientifici e tecnici.
Layout rigidi: testi che non si lasciano adattare
Chi ha bisogno di ingrandire i caratteri, aumentare la spaziatura tra le righe, cambiare il contrasto o usare un font ad alta leggibilità deve poterlo fare senza rompere l'impaginazione.
I formati a layout rigido — molti PDF, e-book mal progettati, pagine esportate come immagini — non permettono queste regolazioni.
Il lettore è costretto ad adattarsi al libro, quando dovrebbe essere il contrario. E quando l'adattamento non è possibile, la lettura diventa semplicemente troppo complessa per essere sostenibile.
Come rendere i libri davvero fruibili da tutti
L'accessibilità è una pratica editoriale che inizia molto prima della stampa o dell'esportazione e continua ben oltre. Queste sono le quattro direzioni in cui vale la pena investire.
Partire dai formati aperti e interoperabili
EPUB 3 è oggi lo standard di riferimento per l'editoria digitale accessibile. Offre supporto nativo a struttura semantica, testo alternativo, navigazione per capitoli, sintesi vocale e compatibilità con le principali tecnologie assistive. Il PDF, per sua natura, nasce come formato di stampa e va invece progettato con cura — aggiungendo tag semantici, alternative testuali e ordine di lettura — per diventare davvero fruibile.
La scelta del formato non è neutra. Quando un editore pubblica un libro in EPUB 3 conforme, sta già facendo metà del lavoro di accessibilità.
Trattare l'accessibilità come prassi
L'approccio più diffuso, oggi, è ancora quello della rimediazione: si pubblica il libro, e poi — se qualcuno lo chiede — si produce una versione accessibile. Questo modello ha due problemi.
Il primo è che crea ritardi strutturali per chi ha bisogno del libro subito.
Il secondo è che costa molto di più, perché rifare un testo è sempre più oneroso che farlo bene la prima volta.
L'alternativa è accessibility by design: progettare dall'inizio pensando a tutti i lettori. Questo significa flussi editoriali che includono l'accessibilità nelle fasi di scrittura, impaginazione, revisione e rimediazione finale del file.
Coinvolgere chi vive la lettura assistiva ogni giorno
Una cosa che ad Accessiway diciamo spesso è che l'esperienza vissuta non si sostituisce con nessuna checklist.
Le persone che usano screen reader, display Braille, software di ingrandimento o sintesi vocale ogni giorno sanno dove le pagine si rompono, dove la navigazione si inceppa, dove un termine tecnico manca di contesto.
Coinvolgere la community nella produzione e nei test dei libri è il modo più efficace per capire se un testo funziona davvero.
Verificare prima della pubblicazione
Gli standard come le Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) 2.1, 2.2 AA e la norma EN 301 549 offrono criteri verificabili anche per i contenuti testuali digitali.
Esistono strumenti automatici per il controllo dei PDF, degli EPUB e dei contenuti web, che individuano le barriere digitali più comuni. E poi c'è la revisione manuale di esperti, indispensabile per cogliere quello che i tool non vedono.
Un ciclo di verifica che combina automazione e occhio umano, prima della messa in distribuzione, evita richiami, versioni alternative d'emergenza e — soprattutto — l'esclusione di chi avrebbe bisogno del libro adesso.
Quando un libro non è accessibile si ferma l'accesso a un diritto: le normative internazionali
La lettura sembra una questione personale. In realtà, nel contesto scolastico e universitario è un'infrastruttura pubblica. Senza libri fruibili, non c'è istruzione fruibile.
L'articolo 34 della Costituzione italiana è chiaro: la scuola è aperta a tutti.
La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, all'articolo 24, sancisce l'istruzione come un diritto senza eccezioni.
E poi c'è il Trattato di Marrakesh, entrato in vigore nel 2016 e recepito dall'Unione Europea con la direttiva 2017/1564, che obbliga gli Stati firmatari a rendere i libri disponibili in formato accessibile per le persone con disabilità visive o altre difficoltà di lettura.
Il quadro normativo, insomma, esiste. Il problema è che si ferma spesso sulla copertina. Nella pratica, per migliaia di studenti con disabilità visive, dislessia o difficoltà motorie, quel diritto comincia a incrinarsi proprio sul libro di testo. E quando succede, non stiamo parlando di un fastidio tecnico: stiamo parlando di un diritto costituzionale che si interrompe.
Oltre la Giornata mondiale del libro
Una giornata mondiale serve a portare l'attenzione su temi importanti. Quello che serve dopo, però, è una pratica. Perché il 24 aprile gli studenti con disabilità visive o con dislessia torneranno in aula con gli stessi manuali di oggi.
Tre cose che ci portiamo a casa da questa giornata:
L'accessibilità dei libri è un diritto, non un'opzione. Costituzione, Convenzione ONU e Trattato di Marrakesh segnano la direzione. Il lavoro da fare è trasformare la teoria in pratica.
La differenza la fa il processo, non il singolo file. I libri davvero accessibili nascono da flussi editoriali pensati per tutti, non da rimediazioni post-pubblicazione.
Le persone con esperienza diretta sono parte della soluzione. Coinvolgerle nei test e nella progettazione accorcia i tempi e aumenta la qualità.
E una quarta, che vale la pena aggiungere: la tecnologia, da sola, non basta. Serve insieme a competenze, processi e ascolto. Quando i tre elementi lavorano insieme, il libro smette di essere una barriera e torna a essere quello che dovrebbe — una porta d'ingresso all'istruzione, per tutti.
Vuoi approfondire l'accessibilità dei tuoi contenuti digitali?
Se lavori nell'editoria, nel settore dell'istruzione o gestisci piattaforme digitali che distribuiscono testi e documenti, l'accessibilità è una pratica che si può inserire da subito nei propri flussi di lavoro, un passo alla volta.
Scopri come Accessiway può supportare il tuo percorso: dall'audit dei contenuti esistenti alla definizione di flussi editoriali inclusivi, fino alla formazione dei team.
Perché l'accessibilità è un diritto.
Soprattutto in un'aula.
Tutto quello che c'è da sapere sui libri accessibili
Cosa rende un libro davvero accessibile?
Un libro è accessibile quando usa un formato aperto come EPUB 3, ha una struttura semantica con titoli e capitoli, testo alternativo per le immagini, navigazione tramite segnalibri e un layout che si adatta alle esigenze di chi legge.
Un e-book è sempre accessibile?
No, un e-book non è automaticamente accessibile: un PDF scansionato resta un'immagine illeggibile dagli screen reader, i Digital Rights Management (DRM) possono bloccare le tecnologie assistive e le immagini senza testo alternativo restano invisibili.
Qual è il formato migliore per i libri accessibili?
EPUB 3 è lo standard di riferimento per l'editoria digitale accessibile: supporta in modo nativo la struttura semantica, il testo alternativo, la navigazione per capitoli e la compatibilità con screen reader e display Braille.
Come progettare libri accessibili fin dall'inizio?
L'accessibility by design significa integrare l'accessibilità in tutto il flusso editoriale: scelta di formati aperti come EPUB 3, aggiunta di struttura semantica e testo alternativo, coinvolgimento nei test di chi ha esperienza vissuta.

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