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Redazione

28 aprile 2026

D.Lgs. 82/2022: come l'Italia ha recepito lo European Accessibility Act

PRIVACY NOTICE FOR USERS ACCESSING THE WEBSITE

L'immagine mostra il parlamento italiano con la scritta D.Lgss 82/2022

A quasi un anno dall'entrata in vigore dell'European Accessibility Act (EAA), molte organizzazioni italiane convivono ancora con un divario evidente. Da una parte ciò che il D.Lgs. 82/2022 richiede in termini di accessibilità di prodotti e servizi digitali. Dall'altra ciò che siti, app e piattaforme di mercato offrono davvero. 

La cornice è chiara. L'EAA ha spostato l'asse dell'accessibilità digitale dal solo settore pubblico al mercato di prodotti e servizi privati. Con il D.Lgs. 82/2022 l'Italia ha integrato questo cambio di paradigma nel proprio ordinamento.

In sintesi

  • Norma: Decreto Legislativo 27 maggio 2022, n. 82

  • Direttiva recepita: (UE) 2019/882, European Accessibility Act

  • Entrata in vigore: 16 luglio 2022; applicazione: dal 28 giugno 2025

  • Ambito: prodotti e servizi digitali (e-commerce, servizi bancari, e-book, trasporto passeggeri, comunicazioni elettroniche, lettori elettronici, terminali self-service e altro)

  • Esenzione: microimprese fornitrici di servizi (sotto 10 dipendenti o sotto 2 milioni di € di fatturato annuo)

  • Sanzioni: da 5.000 a 40.000 € per violazione dei requisiti (art. 24)

  • Standard tecnici: EN 301 549, WCAG 2.1 livello AA

  • Linee guida operative: adottate da AgID con determinazione n. 38/2026

Cos'è il D.Lgs. 82/2022

Il Decreto Legislativo 27 maggio 2022, n. 82 è il provvedimento con cui l'Italia ha recepito la Direttiva (UE) 2019/882. La direttiva, conosciuta come European Accessibility Act, fissa requisiti comuni di accessibilità per prodotti e servizi rivolti ai consumatori europei.

Il decreto chiede agli operatori economici di garantire l'accessibilità dei propri prodotti e servizi prima di immetterli sul mercato

Tra i prodotti rientrano sistemi hardware e relativi sistemi operativi, terminali self-service per pagamenti e biglietteria automatica, apparecchiature terminali di consumo con capacità interattiva per servizi di comunicazione elettronica e audiovisivi, lettori di e-book. 

Tra i servizi: comunicazioni elettroniche, accesso ai servizi di media audiovisivi, trasporto passeggeri (siti, app, biglietteria, informazioni di viaggio), servizi bancari per consumatori, e-book e relativi software, e-commerce.

Le principali novità introdotte dal D.Lgs. 82/2022

Per chi conosceva il quadro precedente, il D.Lgs. 82/2022 segna tre cambiamenti sostanziali. Sposta il baricentro dal pubblico al privato. Allarga il perimetro a un ventaglio ampio di prodotti e servizi di consumo. E introduce un sistema di vigilanza e sanzioni.

Apertura del perimetro al settore privato

Per oltre quindici anni l'accessibilità digitale in Italia ha guardato soprattutto a siti e app della pubblica amministrazione. Il D.Lgs. 82/2022 cambia scenario. 

Ora un e-commerce, una banca, un'app di mobilità o un lettore di e-book devono progettare l'accessibilità come requisito di mercato, non come buona pratica facoltativa.

L'estensione tocca da vicino settori ad alta intensità di interazione digitale. Pensiamo a un'app di home banking, a una piattaforma di prenotazione viaggi, a uno store online di un brand di moda. Tutti rientrano nel perimetro se rivolti a consumatori dell'Unione Europea, anche quando l'operatore ha sede fuori dall'UE.

Obblighi lungo l'intero ciclo di vita

Il decreto non si limita a chiedere un sito conforme oggi. Chiede un sistema di responsabilità dalla  progettazione. L'accessibilità non è più un controllo finale prima del rilascio, né un livello di rifinitura da aggiungere in fondo al backlog. È un requisito che entra nelle fasi iniziali di progettazione e accompagna prodotti e servizi per tutta la loro vita di mercato

Le linee guida AgID lo rendono esplicito con due principi complementari: accessibility by default, ossia accessibile nella configurazione standard senza che l'utente debba attivare modalità speciali, e accessibility by design, ossia integrata nelle decisioni di architettura informativa, design dei flussi, codice e contenuti.

Vigilanza e sanzioni con effetti concreti

Il D.Lgs. 82/2022 disegna un sistema di vigilanza coordinato tra autorità competenti per i diversi settori: l'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID)

Le sanzioni amministrative pecuniarie previste dall'articolo 24 vanno da 5.000 a 40.000 € per il mancato rispetto dei requisiti di accessibilità. Sono previste ulteriori sanzioni, da 2.500 a 30.000 €, quando l'operatore economico non collabora con l'autorità di controllo o non rispetta le misure correttive richieste.

Accanto alla sanzione monetaria pesa il rischio reputazionale. Una dichiarazione di accessibilità incompleta, un mancato adeguamento o una segnalazione pubblica possono diventare un segnale di non conformità per il mercato, soprattutto in settori in cui la fiducia digitale è una leva commerciale.

Linee guida AgID sull'accessibilità dei siti web dopo il D.Lgs. 82/2022

AgID resta il riferimento tecnico italiano per l'accessibilità dei servizi digitali. L'articolo 21 del decreto attribuisce all'Agenzia il ruolo di autorità di vigilanza per i servizi del perimetro EAA e il compito di elaborare linee guida operative coerenti con la direttiva e con gli standard armonizzati.

Nel marzo 2026 AgID ha adottato in via definitiva le Linee guida sull'accessibilità dei servizi. Il documento ricostruisce il quadro normativo, definisce i principi POUR (Perceivable, Operable, Understandable, Robust), dettaglia l'approccio "accessibility by default and by design" e fornisce schede di controllo operative per la valutazione di conformità.

Il punto importante per chi gestisce un sito web o un servizio digitale è la continuità tecnica. Lo standard operativo di riferimento resta EN 301 549 e, indirettamente, WCAG 2.1 livello AA. Cambiano i soggetti obbligati e il regime di vigilanza, ma le regole tecniche su contrasto, navigazione da tastiera, alternative testuali, struttura semantica e compatibilità con tecnologie assistive non vengono riscritte. Vengono rese vincolanti per una platea molto più ampia.

Le linee guida raccomandano inoltre alle organizzazioni di prevedere al proprio interno una funzione di compliance dedicata al monitoraggio dei processi e dei flussi informativi legati all'accessibilità, in modo da minimizzare il rischio sanzionatorio.

L'impatto del D.Lgs. 82/2022 sugli appalti pubblici digitali

L'effetto sugli appalti è meno immediato del cambio di perimetro privato, ma altrettanto rilevante. 

Quando un'amministrazione acquista un prodotto o un servizio digitale che rientra nel perimetro del D.Lgs. 82/2022, sta acquistando per legge qualcosa che deve essere accessibile

Capitolati e specifiche tecniche devono recepire questo requisito, integrando il riferimento a EN 301 549 nelle clausole tecniche e nei criteri di valutazione dell'offerta.

Il principio operativo è semplice. Un fornitore che non garantisce conformità non può immettere quel prodotto o servizio sul mercato europeo. 

Per la PA acquirente questo si traduce in tre attenzioni: 

  1. chiedere documentazione di conformità in sede di gara, 

  2. prevedere clausole di garanzia post-aggiudicazione su manutenzione e aggiornamenti, 

  3. includere l'accessibilità tra i criteri di valutazione tecnica quando rilevante per l'oggetto del contratto.

Per gli operatori economici che lavorano con la pubblica amministrazione, il messaggio è altrettanto chiaro. La conformità al D.Lgs. 82/2022 diventa un prerequisito per l'accesso a una fetta significativa di mercato. 

Senza, il rischio è doppio: esclusione e sanzione.

Come rimediare: dall'audit alla conformità sostenibile

A questo punto del 2026 la domanda concreta non è "da dove iniziare", ma "come recuperare il debito di accessibilità in modo strutturato". La rimediazione non è un progetto a scadenza che si chiude con un certificato. È una pratica continua, perché ogni release di prodotto o aggiornamento di servizio può reintrodurre barriere digitali.

Audit di conformità: misurare il debito

Il punto di partenza è un audit completo. Combinazione di test automatici sui volumi e test manuali sui flussi critici, condotti rispetto a WCAG 2.1 livello AA e a EN 301 549. L'output è una mappa prioritizzata delle barriere digitali, ordinate per impatto sull'utente e severità di non conformità.

Un audit ben fatto risponde a tre domande. 

  1. Dove siamo oggi rispetto allo standard? 

  2. Quali aree producono il rischio maggiore per gli utenti e per la conformità?

  3. Quale ordine di intervento minimizza il tempo di esposizione al rischio sanzionatorio?

Rimediazione strutturata: dal backlog alla conformità

Una volta identificate le barriere, il lavoro va organizzato in ondate. 

Prima i bug critici che bloccano l'uso di un servizio, poi quelli maggiori, infine quelli minori. Integrare la rimediazione nei flussi di sviluppo abituali è più efficace che trattarla come progetto separato. La logica della shift-left accessibility, in cui il requisito entra nelle fasi iniziali di design e codice, riduce il costo di rilavorazione nel tempo.

La documentazione prodotta in questa fase alimenta direttamente la dichiarazione di accessibilità e la documentazione tecnica richieste dal decreto. Audit, fix, re-test, dichiarazione: ogni passaggio lascia una traccia che serve a dimostrare la conformità.

Monitoraggio continuo e test con utenti reali

Quando le barriere note sono risolte, il rischio si sposta sulla regressione. Una nuova feature, un cambio di template, un componente di terze parti possono reintrodurre problemi. Per questo il monitoraggio deve essere continuo, supportato da revisioni periodiche, test automatici nelle pipeline di rilascio e test manuali con persone con disabilità.

L'esperienza diretta delle persone con disabilità è il filtro più affidabile per valutare l'accessibilità reale, oltre la conformità tecnica. 

Questo è uno dei punti su cui Accessiway lavora con i propri clienti, integrando audit, rimediazione, governance e formazione in un percorso di accessibilità continua.

Tre cose da portare a casa

Tre azioni concrete per chi oggi ha responsabilità sull'accessibilità di un'organizzazione esposta al D.Lgs. 82/2022.

  1. La prima: fotografare lo stato di conformità con un audit su prodotti e servizi. Senza questa misura ogni piano resta astratto e ogni stima di rischio approssimativa.

  2. La seconda: costruire un piano di rimediazione prioritizzato sui rischi reali, distinguendo barriere critiche, maggiori e minori, e collegandolo alla dichiarazione di accessibilità o alla dichiarazione UE di conformità che servirà rendere disponibile alle autorità di vigilanza.

  3. La terza: trattare l'accessibilità come pratica continua, integrata nei processi di sviluppo, design, procurement e governance, non come progetto a scadenza. Le linee guida AgID adottate nel 2026 chiedono proprio questo: una funzione di compliance dedicata, processi documentati, monitoraggio nel tempo.

"L’approccio accessibilità by design mira a considerare gli aspetti di accessibilità durante tutto il ciclo di vita del servizio (progettazione, implementazione, operatività, assistenza e manutenzione)." 

Lo sguardo più ampio, oltre la conformità formale, è quello del mercato. L'accessibilità è una leva per migliorare l'esperienza utente, la reputazione e accedere a una platea più ampia di consumatori europei con disabilità. 

Vuoi capire dove sei oggi rispetto al D.Lgs. 82/2022? Scopri come Accessiway può aiutarti a fotografare lo stato di accessibilità di siti, app e servizi digitali della tua organizzazione, e a costruire un piano di rimediazione su misura per i rischi reali del tuo perimetro.

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L'accessibilità digitale nella fase operativa: verifiche, reclami e sanzioni sono ora possibili.

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Un'immagine grafica promozionale di Accessiway per la Giornata mondiale del libro. In alto, su uno sfondo rosa chiaro, sono allineati verticalmente sette libri stilizzati di colori diversi. Sulla costa di ogni libro è riportato del testo in italiano: "ONU - MARRAKESH", "INCLUSIONE", "LEGGERE per tutti", "DIRITTO ALLO STUDIO", "GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO", "STUDIARE senza barriere" e "COSTITUZIONE ITALIANA". Sulla parte inferiore, a sfondo scuro, spicca lo slogan: "Ogni libro dovrebbe essere per tutti." con testo in bianco e giallo. In basso, la data e l'evento: "23 aprile · Giornata mondiale del libro".

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Accessiway Platform - la piattaforma per l'accessibilità digitale. L'interfaccia mostra dei grafici che mostrano l'andamento dei fix sulla messa a norma dei canali digitali.

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Quel divario tra ciò di cui rispondi e ciò che riesci davvero a vedere è il luogo in cui si annida il rischio. Una piattaforma di accessibilità digitale lo colma: non con l'ennesimo audit, ma una capacità di governance che il tuo team mette in pratica ogni giorno.

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