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Redazione

29 aprile 2026

L'accessibilità diventa merito: Paolo Berro Ufficiale OMRI

Paolo Berro di Accessiway nominato Ufficiale della Repubblica. Un riconoscimento che segna il peso dell'accessibilità nell'agenda istituzionale.

Palazzo del Quirinale

Ci sono riconoscimenti che pesano più di altri perché portano alla luce impegni che per anni sono rimasti ai margini del dibattito pubblico. Con decreto del Presidente della Repubblica del 18 dicembre 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 2 aprile 2026, il nostro Paolo Berro, VP of Accessibility di Accessiway, è stato nominato Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI). Si tratta di una delle più prestigiose onorificenze della Repubblica, un riconoscimento che lo Stato riserva a chi si è distinto per meriti particolari verso la nazione.

Per noi di Accessiway, e per chiunque creda in un mondo senza barriere, questa notizia ha un impatto enorme. Il fatto che lo Stato riconosca formalmente questo impegno segna un passaggio chiaro: l’accessibilità digitale non è più un tema tecnico, ma una priorità istituzionale. In Italia milioni di persone incontrano ancora barriere nell’accesso ai servizi digitali, rendendo l’accessibilità una necessità concreta e non solo un principio.

Un percorso lungo vent'anni

Paolo Berro guida la nostra strategia e cura il rapporto con le istituzioni per portare il tema dell'inclusione digitale al centro dell'agenda pubblica. La sua nomina a Ufficiale arriva esattamente vent'anni dopo quella a Cavaliere, ricevuta nel 2006.

Questo passaggio è il risultato di oltre venticinque anni di pragmatismo e visione.Un percorso che affonda le radici nei primi anni 2000, quando ha contribuito ai lavori tecnici legati alla Legge Stanca e ha portato il tema dell’accessibilità anche a livello europeo. Paolo ha iniziato a parlare di inclusione quando il digitale era ancora un territorio inesplorato e l'accessibilità un concetto sconosciuto ai più. In un momento in cui poche organizzazioni consideravano il tema una priorità, lui stava già costruendo ponti tra tecnologia, persone e istituzioni.

Il suo obiettivo è semplice ma ambizioso: spostare l'accessibilità digitale dal fondo dei documenti tecnici al centro dell'agenda politica internazionale. Un lavoro fatto di presenza, competenza e dialogo quotidiano con chi ha il potere di trasformare i principi in politiche concrete.

"Non considero questa nomina come un traguardo, ma come una responsabilità che si rinnova: è un invito a non abbassare la guardia. In vent'anni il mondo è cambiato, ma la nostra direzione resta la stessa: lavorare affinché il digitale appartenga davvero a tutti. Ogni riconoscimento porta con sé il dovere di fare di più e, soprattutto, di farlo meglio." — Paolo Berro

L'accessibilità come questione civile

Quando le istituzioni riconoscono il merito di chi abbatte barriere digitali, il messaggio è inequivocabile: l'accessibilità non è un tema di nicchia per sviluppatori. È una questione di cittadinanza. Con l'entrata in vigore dell'European Accessibility Act (EAA), il dialogo tra esperti e legislatori è diventato vitale.

Non ci occupiamo solo di conformità normativa; ci occupiamo di rendere il web un posto migliore per tutti. E parte di questo lavoro è anche stare al tavolo con le istituzioni, perché l'accessibilità resti tra i punti prioritari dell'agenda politica e sociale, in Italia e a livello internazionale. Un impegno che si inserisce anche nel lavoro portato avanti negli ultimi anni all’interno dell’Intergruppo Parlamentare sull’Accessibilità Digitale, insieme a Jacopo Deyla e Dajana Gioffré.

Il fatto che questo impegno venga premiato dalla Repubblica per la seconda volta in vent'anni ci dice che la conversazione non si è mai fermata. Anzi, sta accelerando. Insieme a Paolo, lavoriamo ogni giorno perché l'accessibilità non sia vissuta come un peso burocratico, ma come una priorità condivisa.

"L'accessibilità non può restare una conversazione tra addetti ai lavori. Se vogliamo che diventi un diritto esercitabile da tutti, dobbiamo continuare a dialogare con le istituzioni, con i dati in mano e con proposte concrete. Questo secondo riconoscimento della Repubblica ci dice che la direzione è quella giusta e che il lavoro che facciamo ogni giorno dentro e fuori dalle istituzioni conta." — Paolo Berro

Il lavoro continua

Siamo orgogliosi di avere Paolo nella nostra squadra, ma lo siamo ancora di più per ciò che questo titolo rappresenta per la nostra missione.

Questo risultato nasce dal lavoro quotidiano svolto con le persone che compongono il nostro team, dalla competenza e dall'esperienza diretta di chi ogni giorno si confronta con le barriere digitali per abbatterle. Come ha sottolineato lo stesso Paolo, questo riconoscimento è anche il risultato di un lavoro collettivo. E per noi è la conferma che la direzione presa è quella giusta.

Guardiamo avanti con una determinazione ancora più forte. L'accessibilità è una pratica continua, un impegno che non finisce con una cerimonia ma che si alimenta ogni volta che un utente trova meno attrito e più libertà. Continueremo a costruire un digitale senza barriere. Insieme.

Un'immagine grafica promozionale di Accessiway per la Giornata mondiale del libro. In alto, su uno sfondo rosa chiaro, sono allineati verticalmente sette libri stilizzati di colori diversi. Sulla costa di ogni libro è riportato del testo in italiano: "ONU - MARRAKESH", "INCLUSIONE", "LEGGERE per tutti", "DIRITTO ALLO STUDIO", "GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO", "STUDIARE senza barriere" e "COSTITUZIONE ITALIANA". Sulla parte inferiore, a sfondo scuro, spicca lo slogan: "Ogni libro dovrebbe essere per tutti." con testo in bianco e giallo. In basso, la data e l'evento: "23 aprile · Giornata mondiale del libro".

Redazione

In occasione della Giornata mondiale del libro, analizziamo perché un e-book non è automaticamente un libro accessibile e cosa serve per rendere i testi di studio davvero fruibili da tutti.

Accessibilita Digitale

Accessiway Platform - la piattaforma per l'accessibilità digitale. L'interfaccia mostra dei grafici che mostrano l'andamento dei fix sulla messa a norma dei canali digitali.

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Quel divario tra ciò di cui rispondi e ciò che riesci davvero a vedere è il luogo in cui si annida il rischio. Una piattaforma di accessibilità digitale lo colma: non con l'ennesimo audit, ma una capacità di governance che il tuo team mette in pratica ogni giorno.

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