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Le linee guida AgID sull'accessibilità

PRIVACY NOTICE FOR USERS ACCESSING THE WEBSITE

Gli obblighi dell'European Accessibility Act (EAA) si applicano alle aziende private in Italia dal 28 giugno 2025. Ciò che è cambiato nel 2026 non sono le regole in sé, ma il fatto che ora possono essere fatte rispettare. Con la pubblicazione delle Linee guida AgID 38/2026 e il lancio di una piattaforma pubblica per le segnalazioni, l'accessibilità digitale in Italia è passata da obbligo sulla carta a qualcosa che può essere verificato, contestato e sanzionato.

Se la tua organizzazione offre servizi digitali ai consumatori sul mercato italiano, questa è una guida breve e pratica su cosa dicono le linee guida, a chi si applicano e come funziona il processo.

Cosa sono le linee guida AgID sull'accessibilità?

Dal 28 giugno 2025, il Decreto Legislativo 82/2022 — con cui l'Italia ha recepito l'EAA — impone alle aziende private di rendere accessibili i propri servizi digitali. Il 4 marzo 2026, le Linee guida AgID 38/2026 hanno reso concreti quegli obblighi: definiscono gli standard tecnici da seguire e il quadro delle sanzioni, trasformando la conformità da principio a questione di verifica pratica e controlli reali.

Il cambiamento più significativo è istituzionale. AgID (l'Agenzia per l'Italia Digitale) è passata da autorità designata a autorità operativa. Per la prima volta, le aziende private possono ricevere segnalazioni formali, richieste di documentazione e sanzioni, senza preavviso.

Una breve cronologia aiuta a inquadrare il contesto:

28 giugno 2025 — gli obblighi dell'EAA iniziano ad applicarsi alle aziende private.
4 marzo 2026 — pubblicazione delle Linee guida AgID 38/2026.
11 marzo 2026 — va online la piattaforma di segnalazione di AgID.

Cosa chiariscono le linee guida

Vale la pena capire subito due elementi delle linee guida, perché determinano come si dimostra la conformità nella pratica.

Schede di controllo. Sono i principali punti di riferimento per verificare la conformità di siti web e app. Non sono, a rigore, obbligatorie, ma sono lo strumento utilizzato durante i controlli. Compilarle e conservarle correttamente è ciò che dà all'azienda una prova documentata di aver fatto il proprio lavoro.

Onere sproporzionato. Le aziende possono invocare questa esenzione quando il costo dell'adeguamento sarebbe davvero eccessivo. Richiede una valutazione documentata che dimostri che l'adeguamento è realisticamente impossibile, e questa valutazione va conservata per cinque anni.

Chi deve adeguarsi?

Il Decreto Legislativo 82/2022 si applica alle aziende private che offrono servizi digitali ai consumatori in settori specifici. Un punto importante: se un servizio è utilizzato sia da consumatori sia da professionisti, deve essere pienamente conforme. I settori interessati includono:

E-commerce — vendite online ai consumatori: il sito web, l'app, il flusso d'acquisto, la gestione dell'account e i pagamenti.

Servizi bancari e finanziari — home banking, app di pagamento, piattaforme di investimento, gestione dell'account e moneta elettronica.

Trasporto passeggeri — biglietteria online, app di prenotazione e informazioni in tempo reale per viaggi aerei, ferroviari, in autobus e via mare.

Telecomunicazioni — servizi internet per i consumatori, VoIP, app di messaggistica e accesso alle reti di comunicazione.

Media audiovisivi — piattaforme di contenuti video, comprese le guide elettroniche ai programmi (EPG), i sottotitoli e le audiodescrizioni.

E-book e software di lettura — servizi di distribuzione di libri digitali e software di lettura, comprese le app e-reader per dispositivi mobili.

Le microimprese sono generalmente escluse da questi obblighi.

Come funzionano le segnalazioni

Dal 2026, chiunque può segnalare ad AgID un servizio digitale che presenta barriere all'accessibilità. La procedura è online, gratuita e aperta a qualsiasi utente.

Un aspetto cruciale: la segnalazione non parte da AgID, ma dagli utenti, che ora hanno un canale formale per far valere i propri diritti. La segnalazione raggiunge direttamente l'azienda, che deve rispondere con un piano di rimediazione entro 30 giorni. Il silenzio o la mancata risposta è ciò che innesca la procedura sanzionatoria.

Il flusso di segnalazione è semplice:

L'utente accede al portale AgID e compila il modulo di segnalazione.
Individua il servizio digitale e descrive la barriera incontrata e su quali canali.
AgID inoltra la segnalazione al fornitore e apre la procedura.

Le sanzioni

Per le piccole e medie imprese, le sanzioni vanno da un minimo di €2.500 a un massimo di €40.000 per singola violazione. Per le aziende con un fatturato superiore a 500 milioni di euro, il tetto è fissato al 5% del fatturato medio triennale.

Quattro passi pratici verso la conformità

La conformità non è tanto reagire a una segnalazione, quanto affrontare i requisiti in modo pianificato. Una sequenza sensata è la seguente:

Verifica il tuo ambito di applicazione. Controlla se i tuoi servizi digitali rientrano nell'ambito del Decreto Legislativo 82/2022. Se offri servizi ai consumatori nei settori interessati — e non sei una microimpresa — gli obblighi ti riguardano.

Esegui una gap analysis. Una valutazione approfondita individua le barriere digitali che impediscono alle persone di usare i tuoi servizi, trasformando l'incertezza in un quadro chiaro e concreto.

Documenta e firma. Ogni valutazione — conformità, onere sproporzionato, modifica sostanziale — deve essere formalizzata, firmata digitalmente, marcata temporalmente e conservata per almeno cinque anni.

Adegua in modo strutturale. Un approccio Accessibility by Design costruisce servizi inclusivi fin dalle fondamenta, rendendo l'accessibilità una capacità intrinseca del tuo team anziché un intervento una tantum.

Cosa succede dopo una segnalazione

AgID gestisce le segnalazioni per fasi. Prima c'è una valutazione formale e il contatto con il fornitore. Si apre così una fase di dialogo, in cui il fornitore risponde con la documentazione. Se la documentazione non è convincente o non esiste, possono seguire misure correttive, sanzioni o la sospensione del servizio.

In sintesi

Le regole c'erano già; ciò che è arrivato nel 2026 è la macchina per farle rispettare e un canale con cui gli utenti possono agire. Per qualsiasi organizzazione che offre servizi digitali ai consumatori in Italia, l'indicazione pratica è capire a che punto sei, documentarlo bene e trattare l'accessibilità come una capacità continua anziché come una scadenza da rispettare sotto pressione.

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